Camminare per Valencia è certo un’esperienza che lascia il segno. Solo in questo modo si riescono ad assaporare la multietnicità ed il calore di questa splendidà città.
Le sere di questo inizio anno sono un po’ sottotono, specialmente nel caratteristico Barrio del Carmen dove la maggior parte dei locali di ritrovo sono ancora chiusi per ferie.
Ho potuto comunque respirare un’atmosfera accogliente e bere un buon bicchiere di vino al Marrasquino in Plaza San Jaime, bar/ristorante su due piani con sottofondo di musica chill out e clientela prevalentemente straniera. Non è stato difficile scambiare qualche parola con la gente presente nel bar, piccole conversazioni del più e del meno, ma ho notato una certa affabilità e predisposizione alla conoscenza, cosa che non guasta mai, specialmente se si viaggia da soli.
Passeggiare di notte nel centro storico di Valencia non è rischioso, la sensazione di tranquillità e sicurezza che mi ha dato è straordinaria. Ho notato tra le altre cose, un’estrema pulizia delle strade, cosa che non si può dire di molte altre città, specialmente durante la notte.
Le voci della strada parlano mille lingue differenti, le età si mescolano indistintamente.
Il sorriso e la gentilezza caratterizzano il popolo di Valencia, la lingua spagnola poi, trasmette un calore che è musica per le mie orecchie. A proposito di questo, sono convinta che un corso di spagnolo preventivo prima dell’eventualità di trasferirsi, sia una buona idea, anche se, quello che si apprende sul luogo è più immediato e dà maggiori soddisfazioni in tempi più brevi. Read the full story

